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Volkswagen Maggiolino e derivati, mon amour

Le Volkswagen Maggiolino, naturalmente quelle non troppo in stato di rottame, continuano a segnare risultati di vendita sempre importanti. Perché piacciono, soprattutto in stato di “barnfind”, ovvero intoccate come ritrovamento da fienile. Basta farsi un giro su Facebook o addirittura sui risultati delle case d’asta, per comprendere quanto interesse attirano e quali risultati possono ottenere.

Caro vecchio classico Maggiolino

Nonostante la loro alta diffusione, molti Maggiolini raggiungono cifre veramente ragguardevoli e non sembra proprio che le quotazioni tendano minimamente a diminuire. I più ricercati sono i Maggiolini “da ricchi”, ovvero i cosiddetti “due vetrini” per il loro lunotto separato, che possono in alcuni casi superare anche quota 80000 euro. I “due vetrini” sono i Maggiolini prodotti fino al 1953, quando vengono sostituiti dagli “ovalini”, sempre per la forma del lunotto posteriore che diventa in un pezzo unico. Tra la fine del 1952 e l’inizio del 1953 è stato prodotto un Maggiolino ricercato soprannominato “Zwitter”, ovvero un modello di transizione tra il “due vetrini” con l’interno e le porte dell’ovalino. La maggior parte di quelli che si trovano sul mercato sono restaurati o riverniciati, ma neanche a doverlo precisare quelli più ricercati sono di prima vernice, possibilmente appartenuti a poche famiglie, o restaurati con tutto ben documentato. Dopo i “due vetrini” e gli “ovalini”, i Maggiolini che valgono di più sono quelli prodotti fino al 1964, che a seconda dello stato possono raggiungere anche 25000 euro. L’importante è lo stato di conservazione, il chilometraggio noto e gli accessori presenti, come la presenza dell’introvabile riscaldatore a benzina Eberspacher presente in qualche esemplare nord europeo (i Maggiolini conservato più belli si trovano nella penisola scandinava). Anche il colore conta molto, come il classico verde, il blu e, per quelli più tardi, il rosso rubino. Molto meno richiesti sono i Maggiolini dal 1964 in poi prodotti in grande numero, fatta eccezione per qualche serie particolare a tiratura limitata, come il 1303 S giallo/nero del 1973 che può valere fino a 50000 euro.

Carissimo vecchio Maggiolino Cabrio e Hebmuller

Ancora più cari dei classici Maggiolini, sono quelli cabrio e soprattutto i rarissimi Hebmuller che, questi ultimi, possono superare 250000 euro di quotazione. Per un cabrio prima serie (1949-1953) in buono stato, si viaggia con quotazioni comprese tra 80000 e 115000 euro, per quelli dal 1954 al 1960 si può raggiungere quota 55000 euro, mentre per quelli dopo si possono sfiorare anche 50000 euro.

I “Maggiolini” militari da capogiro

I primi esemplari di Maggiolini militari veri e non replica, a trovarne, sono un vero e proprio tesoro. I “due vetrini” a 4 ruote motrici militari possono superare 200000 euro di quotazione, ma anche quelli a due ruote motrici non sono da meno. Attualmente le Volkswagen anfibie “Schwimmwagen”, hanno valutazioni comprese tra 100000 e 160000, a seconda dello stato di conservazione e della storia. A un livello leggermente più basso di quotazione sono le Volkswagen Kubelwagen, le cui quotazioni sono assestate tra 45000 e 65000 euro. Da ultimo ci sono le Volkswagen Iltis, auto formidabili per quanto riguarda la motricità grazie alla presenza dei sistemi di bloccaggio dei differenziali, ma che non raggiungono quotazioni altrettanto elevate, fermandosi a circa 15000 euro al massimo. Infine, farebbe parte di questo filone anche la cosiddetta Volkswagen Pescaccia 181, che però non è un gran veicolo. Nonostante ciò, in certi mercati sta crescendo di valore, ma un esemplare in buono stato sarebbe corretto pagarlo come un buon Maggiolino anni ’70, ovvero non più di 12000 euro.

A caccia dei più bei Maggiolini sul mercato

A parte internet, cercando dappertutto, ci sono alcuni operatori, ovvero dealer, che sono dei maghi nel reperire i più bei Maggiolini sul mercato. Si tratta del loro lavoro, per cui difficilmente sbaglieranno la scelta. I pezzi più belli generalmente non vengono inserzionati sui loro siti, ma la tradizione vuole che vengano portati e mostrati direttamente nelle fiere più importanti a livello europeo, come il Techno Classica di Essen, il circuito Intercalssics di Maastricht e Bruxelles, il Retro Classics di Stoccarda o Bavaria. Alcuni nomi che possono disporre di bei Maggiolini sono tutti fuori dall’Italia e possono essere Ruylclassics.nl, il cui titolare è veramente un gran signore, Alphons Ruyl. Poi c’è vwclassics.nl, bel negozio e officina condotta dal simpatico Henk. Un altro buon dealer e officina di restauro è Kieft En Klok, una bella famiglia estremamente competente nei vari Volkswagen. Un altro grande operatore è lo svedese Thomas Lindblad di Svensk Motorkraft, presso cui si possono trovare delle chicche veramente ben conservate. Oltre a questi operatori, poi ci sono le aste online svedesi come bilwebauctions.se e le consuete aste Bonhams, Rm Sotheby’s e Dorotheum.

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